CENTRO TEMATICO NAZIONALE TERRITORIO E SUOLO

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INDICATORI  

 ALLEVAMENTI ED EFFLUENTI ZOOTECNICI 

 
 
 
SCOPO Quantificare la produzione di azoto (N) negli effluenti zootecnici sulla base della consistenza del patrimonio zootecnico.
DESCRIZIONE

La produzione di azoto di origine animale può essere stimata sulla base del numero di capi presenti sul territorio o sulla base delle deiezioni da essi prodotte. Le diverse specie animali possono produrre impatti differenti sul territorio, a seconda del tipo e della distribuzione delle deiezioni. Infatti, l’allevamento bovino è attuato generalmente con modalità più estensive, a esclusione degli allevamenti industriali all’ingrasso di vitelloni e vitelli a carne bianca, così pure l’allevamento ovi-caprino, mentre l’allevamento suino è confinato solo in alcune aree geografiche del Paese e condotto in modo intensivo.

Le deiezioni prodotte sono inoltre differenti per tipologia e conseguenti modalità di trattamento e impiego. Si è tentato quindi di rappresentare e armonizzare queste differenze, riconducendo il tutto all’Unità di Bovino Adulto (UBA), tramite equiparazioni tabellari tra le diverse specie di animali e il bovino lattifero al quale è associato il valore 1. Inoltre, utilizzando il modello ELBA (Environmental Liveliness and Blent Agriculture), cioè un modello econometrico, finalizzato allo studio delle variabili dei fattori produttivi delle aziende agricole come input e output (mangimi, fertilizzanti, reimpieghi aziendali, produzione vegetale, animale e deiezioni) per valori aggregati su scala provinciale è possibile definire quali sono le produzioni di azoto complessivamente derivanti dagli allevamenti. Mediante l’utilizzo di un Sistema di Gestione di database (“DataBase Management System” – DBMS) specificamente realizzato, il modello ELBA gestisce dati di diversi fonti statistiche (ad es. CRONOS, REGIO, ISTAT, RICA, COMEXT) e di natura economica (produzioni, costi, prezzi, margini reddituali, elasticità, consumi, flussi commerciali), tecnologica, politica (misure agro-ambientali), meteorologica, orografica e pedologica. Il data base è congruente ai diversi livelli di aggregazione (nazionale, regionale, provinciale, areali pedoclimatici: 1990-1997) ed è a sua volta integrato da un’ampia serie di variabili tecniche, economiche e ambientali prodotte dalla stessa modellistica.

Tale modello è stato studiato dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna.

 
UNITÀ di MISURA Numero, chilogrammo per ettaro, percentuale
FONTE dei DATI

Università di Bologna: Modello ELBA  ISTAT

NOTE TABELLE e FIGURE

Nelle tabelle e figure successive sono rappresentati :

-    i dati relativi alle UBA per regione e percentuale di UBA per singola categoria riferiti agli anni 1998 e 2000 (tabella 12.11) ed agli anni 1994, 1998 e 2000 (figure 12.16 e 12.17).

-    i dati relativi alla produzione totale d’azoto e alla produzione d’azoto in percentuale differenziata per singola specie animale allevata (tabella 12.12 e 12.13 ).

-    i dati relativi alla consistenza del bestiame allevato a livello nazionale, differenziati per specie allevata, dove è possibile vedere i trend evolutivi temporali per gli anni 1990-2000 (figura 12.18). Non sono disponibili i dati relativi agli equini per il 1990.

STATO e TREND Il maggior carico di allevamenti animali e dei relativi effluenti si concentra nelle regioni padane seguite da quelle insulari e dalla Campania. Il trend dei dati attualmente disponibili risulta costante per la maggior parte delle regioni italiane; per quanto riguarda la consistenza nazionale del bestiame per specie si evidenzia invece una diminuzione consistente del numero di ovini e di bovini.
OBIETTIVI FISSATI dalla NORMATIVA Il DM MIPAF 19/04/99 sul Codice di buona pratica agricola indirizza verso un corretto utilizzo dei fertilizzanti per evitare problemi di surplus di elementi nutritivi. Il D. lgs. 152/99 prevede, tra l’altro, l’individuazione delle aree sensibili al problema dei nitrati al fine di salvaguardare le falde acquifere.
PERIODICITÀ di AGGIORNAMENTO Biennale

L’indicatore fornisce informazioni aderenti alla domanda derivante da parte della normativa in merito alla problematica ambientale descritta, anche se i dati derivano dalla vendita e non da una valutazione diretta dell’uso. I dati sono prodotti da fonti affidabili, ottenuti con metodologie riconosciute a livello internazionale e hanno quindi una buona comparabilità.

La comparabilità temporale è migliorabile, mentre quella spaziale è elevata, in quanto copre tutto il territorio nazionale.