CENTRO TEMATICO NAZIONALE TERRITORIO E SUOLO

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INDICATORI

 

UTILIZZO DI FANGHI DI DEPURAZIONE IN AREE AGRICOLE

 
 
 
SCOPO

Valutare l’apporto di elementi nutritivi e di metalli pesanti derivante dall’utilizzo di fanghi di depurazione in agricoltura, in funzione dei limiti legislativi attuali e di quelli previsti dalla nuova normativa europea.

DESCRIZIONE

L’indicatore descrive le quantità di fanghi utilizzate annualmente in agricoltura nelle singole regioni italiane, ne stima l’apporto in elementi nutritivi (azoto, fosforo e sostanza organica) e in metalli pesanti (Cd, Cu, Ni, Pb, Zn, Hg, Cr).

L’utilizzo agricolo dei fanghi di buona qualità ha sicuramente dei positivi riflessi come apporto di sostanza organica parzialmente stabilizzata e di macroelementi nutritivi presenti principalmente in forma organica e dunque a lenta cessione. I fanghi però contengono dei metalli pesanti che possono accumularsi nel suolo anche se alcuni di essi (come rame e zinco) sono microelementi che, in dosi modeste, sono utili al ciclo dei vegetali.

Le quantità medie somministrate annualmente dei singoli metalli pesanti per unità di superficie sono poste a confronto con i limiti della legislazione vigente e con quelli della legislazione in preparazione.

 

UNITÀ di MISURA

Tonnellata per anno (di sostanza secca); grammo per ettaro per anno

FONTE dei DATI

Elaborazione APAT/CTN_TES su dati del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio (MATT).

NOTE TABELLE e FIGURE

La tabella 12.15 riporta i quantitativi di fanghi utilizzati in agricoltura nelle singole regioni nei sei anni presi in considerazione, evidenziando a livello nazionale, dopo un iniziale aumento, una sostanziale stabilità nei quantitativi utilizzati.

I valori sugli elementi nutritivi apportati dai fanghi, riportati in figura 12.19, evidenziano il notevole apporto di sostanza organica fornita al suolo e i non trascurabili contributi di azoto e di fosforo; i quantitativi di questi due macronutrienti forniti con i fanghi, se rapportato con i quantitativi di elementi nutritivi forniti dalla concimazione inorganica, rappresentano circa l’1% per il fosforo e l’1,4% per l’azoto. I dati della sostanza organica, espressi come sostanza secca, sono stimati considerando un contenuto medio nei fanghi pari al 60% sulla sostanza secca. Per esigenze di rappresentazione grafica i dati in t/a relativi alla sostanza organica (S.O.) sono raffigurati con valori divisi per 10.

Il carico in metalli pesanti distribuiti con i fanghi (figure 12.20 e 12.21), segue sostanzialmente l’andamento delle quantità di fanghi utilizzate, con l’eccezione del cadmio, che negli ultimi tre anni è notevolmente aumentato.

Il confronto con i limiti di legge delle quantità medie di metalli pesanti apportate ogni anno per unità di superficie, riportato nella tabella 12.16, dimostra che i limiti attuali sono ampiamente rispettati. Le ulteriori restrizioni previste dalla proposta di direttiva nel medio e lungo termine (MT, LT) porranno invece dei problemi sulle concentrazioni di cadmio, di mercurio e di zinco; per poter continuare l’utilizzo agricolo dei fanghi occorrerà senz’altro migliorarne la qualità.

STATO e TREND

L’andamento dell’indicatore in base alle considerazioni sopra riportate è da considerare sostanzialmente indifferente, in quanto nel periodo considerato non si denotano significativi cambiamenti positivi o negativi.

OBIETTIVI FISSATI dalla NORMATIVA

Gli obiettivi attuali di qualità dei fanghi in funzione del loro possibile utilizzo agricolo e dei suoli come loro recettori sono definiti dalla Direttiva 86/278/CEE recepita dal D. lgs. 99/92. La revisione della Direttiva  è ormai in fase di avanzata preparazione e ne sono già ampiamente noti i principali contenuti.

PERIODICITÀ di AGGIORNAMENTO

Annuale

L’indicatore fornisce informazioni aderenti rispetto alla domanda derivante da parte della normativa in merito alla problematica ambientale descritta. I dati derivano da fonti affidabili, anche se la loro accuratezza può essere migliorata attraverso il consolidamento del meccanismo di trasferimento dagli Enti autorizzatori (Regioni e Province) al livello centrale. La comparabilità temporale, in quanto correlata all’accuratezza del dato, è migliorabile, mentre quella spaziale è elevata, infatti copre tutto il territorio nazionale con dettaglio regionale.