CENTRO TEMATICO NAZIONALE TERRITORIO E SUOLO

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INDICATORI

 

RISCHIO DI COMPATTAZIONE DEL SUOLO IN RELAZIONE AL NUMERO E POTENZA DELLE TRATTRICI

 
 
 
SCOPO Stimare il rischio di compattamento del suolo, derivante dal ripetuto passaggio di macchine operatrici sul suolo agrario.
DESCRIZIONE

La compattazione può essere definita come la compressione della massa del suolo, che si accompagna a cambiamenti significativi nelle proprietà strutturali e nel comportamento, nella conduttività idraulica e termica, nell’equilibrio e nelle caratteristiche delle fasi liquide e gassose del suolo stesso.

La compattazione induce una maggiore resistenza meccanica alla crescita e all’approfondimento delle radici, una contrazione e alterazione della porosità, con conseguente induzione di condizioni di asfissia. Ciò può deprimere lo sviluppo delle piante, con effetti negativi sulla produttività delle colture agricole e ridurre l’infiltrazione dell’acqua nel suolo.

Il compattamento del terreno può essere provocato dalla combinazione di forze naturali e di origine antropica legate alle conseguenze delle pratiche colturali. Queste ultime sono essenzialmente dovute al traffico delle macchine agricole e hanno un effetto compattante notevolmente superiore alle forze naturali quali l’impatto della pioggia, il rigonfiamento e il crepacciamento, l’accrescimento radicale, anche perché l’ingegneria agraria nell’ultimo trentennio ha prodotto macchine di grandi dimensioni sempre più potenti e pesanti.

I suoli più sensibili alla compattazione sono quelli a tessitura limosa o argillosa, poveri di calcio e materia organica; alcuni suoli, che a queste caratteristiche associano la presenza di argilla poco attiva (illite, caolinite), possono manifestare anche una naturale propensione alla perdita di stabilità degli aggregati in presenza di umidità.

In mancanza di dati diretti del livello di compattazione, si può valutare il rischio di compattazione, con un indicatore “proxi”, cioè il numero e la potenza delle macchine agricole. 

 
UNITÀ di MISURA Numero, numero per ettari, qiuntali per ettaro.
FONTE dei DATI Elaborazione APAT/CTN_TES con metodologia elaborata da Paolo Bazzoffi dell’Istituto Sperimentale Studio e Difesa del Suolo (ISSDS) su dati ISTAT.
NOTE TABELLE e FIGURE

Nella tabella 12.10 sono riportati i dati per regione relativi a macchinari utilizzati (trattrici e mietitrebbia) e potenza delle trattrici (MW), che sono stati utilizzati per la costruzione dell’indicatore per gli anni 1967, 1992, 1995 e 2000.

La figura 12.13 rappresenta la variazione del numero di trattrici e mietitrebbia ogni 100 ha di superficie (seminativi + legnose agrarie) per le regioni italiane negli anni 1967, 1992, 1995 e 2000; nel grafico gli elevati valori riscontrati ed il notevole incremento nel tempo per Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige sono giustificabili dalla bassa superficie di seminativi e legnose agrarie che aumenta notevolmente il valore del rapporto numerico.

La figura 12.14 rappresenta l’incremento della sommatoria peso per regione in q/ha per gli anni 1967, 1992, 1995 e 2000; i risultati della sommatoria peso sono rappresentati attraverso otto classi che vanno da valori minimi compresi tra 1 e 5 q/ha, a valori massimi superiori a 141 q/ha.

La determinazione della sommatoria peso (Sp) è stata effettuata con il seguente calcolo:

Sp = kW*P*N*5 / S

 

dove

kW= kilowatt

P = peso medio 102 kg/kW

N = numero di trattrici

5 = numero di passaggi medi per anno

S = superficie in ettari di seminativi e legnose agrarie

 
STATO e TREND L’analisi dei risultati evidenzia il netto aumento del numero dei macchinari avvenuto su tutto il territorio nazionale negli intervalli di tempo 1967-1992 e 1992-1995; nel periodo 1995-2000 l’incremento ha assunto, invece, valori più contenuti per la maggior parte delle regioni con alcuni casi di lieve diminuzione, come nel caso del Piemonte e del Friuli Venezia Giulia.
OBIETTIVI FISSATI dalla NORMATIVA

Non esistono obiettivi specifici nelle norme internazionali e nazionali. Gli ultimi due programmi di azione europei in campo ambientale (5EAP e 6EAP) e l’Agenda 21 pongono, come obiettivi generali, l’uso sostenibile del territorio, la protezione della natura e della biodiversità.

La degradazione fisica è indicata tra i problemi del suolo anche dalla CE-COM (2002) 179.

 
PERIODICITÀ di AGGIORNAMENTO Annuale

L’indicatore fornisce informazioni abbastanza aderenti alla domanda derivante dalla normativa in merito alla problematica ambientale descritta, tenendo presente che si tratta di un “proxi”. I dati sono prodotti da fonti affidabili; le elaborazioni contengono, per forza di cose, delle approssimazioni che limitano l’accuratezza complessiva ma non la comparabilità dei dati.

La comparabilità, temporale e spaziale, è infatti elevata.