CENTRO TEMATICO NAZIONALE TERRITORIO E SUOLO

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INDICATORI  

 

DESERIFICAZIONE 

 
 
 
SCOPO

L’indicatore individua le aree a rischio di desertificazione, definita dalla Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta alla Siccità e alla Desertificazione - UN CCD come:“degrado del territorio nelle aree aride, semi aride e sub-umide secche, conseguente all’azione di vari fattori, incluse le variazioni climatiche e le attività umane”.

DESCRIZIONE

L’indicatore relativo al rischio di desertificazione è costruito con l’uso di una metodologia basata sull’analisi degli andamenti di alcuni indici ambientali e socio-economici, principalmente di pressione, di stato e di risposta che, attraverso la loro combinazione, portano all’individuazione di aree sensibili, ovvero del grado di reattività degli ecosistemi agli “stress” prodotti da agenti esterni (biologici, geodinamici, climatici, ecc.) e di aree vulnerabili, ovvero minacciate da siccità, degrado dei suoli, desertificazione.

Ciascun parametro viene ponderato per ottenere una serie di classi in relazione alla sua influenza sui processi di desertificazione. I valori vengono elaborati con Sistemi Informativi Geografici (GIS), producendo mappe di sensitività e di vulnerabilità costruite essenzialmente con obiettivi di supporto alle decisioni di gestione e di politica del territorio.

Nell’ambito delle azioni di supporto al Programma di Azione Nazionale di lotta alla siccità e alla desertificazione (PAN), è stata elaborata una carta delle aree sensibili al fenomeno della desertificazione a scala nazionale, a cura di un gruppo di lavoro coordinato dal Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale (SIMN) del Dipartimento per i Servizi Tecnici Nazionali della presidenza del consiglio dei ministri (DSTN), oggi APAT. In seguito al lancio del PAN, le Regioni e le Autorità di Bacino hanno avviato la realizzazione di mappature a scala locale.

Per individuare a livello nazionale le aree sensibili alla desertificazione e realizzare la relativa carta (figura 12.3), sono stati considerati i seguenti tematismi:

-        clima (indice di aridità). La definizione di indice di aridità posta alla base dell’individuazione delle aree sensibili è quella pubblicata dall’UNESCO, nel 1979, nella “Carta della distribuzione mondiale delle regioni aride”;

-        caratteristiche del suolo (indice pedoclimatico);

-        vegetazione (“CORINE Land Cover”, riclassificato in funzione del diverso livello di predisposizione delle singole classi d’uso del suolo rispetto al fenomeno della desertificazione);

-        pressione antropica (carta della variazione demografica 1981-1991 realizzata in base a censimenti ISTAT e riclassificata in funzione di tre diversi livelli di predisposizione alla desertificazione).

Oltre ai tematismi già considerati, l’approfondimento dell’analisi prevede di tenere in considerazione anche:

-        clima (indice di siccità);

-        caratteristiche del suolo (indice di erodibilità del suolo, pendenza, esposizione e forma dei versanti, fattori di erosione relativi all’azione delle precipitazioni di breve durata ed elevata intensità);

-        uso del suolo (indice di capacità di ritenzione idrica (AWC) e indice vegetazionale (NDVI) e carta degli incendi);

-        pressione antropica (fattori economico-produttivi e socio-demografici, rapporto tra disponibilità e consumi della risorsa idrica).

Alcune regioni hanno prodotto carte a scala regionale nell’ambito delle azioni conseguenti il lancio del PAN. Vengono qui presentate quelle relative a: Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia (figure 12.4 - 12.12).

Puglia e Basilicata hanno adottato la metodologia riportata nelle linee guida del PAN come sopra indicato (figure 12.4 e 12.6). Nelle figure 12.5 e 12.7 sono riportate le percentuali delle aree regionali associate alle diverse classi di sensibilità.

La carta delle aree a rischio di desertificazione prodotta dalla Regione Sardegna si basa sui seguenti indici (Bianco, 2001): aridità (che considera la disponibilità media di risorsa idrica), perdita di suolo (che considera erosione, pendenza, tipo di suolo, copertura vegetale), siccità (che considera precipitazioni e temperatura, applicando l’indice di De Martonne-Gottmann). Il territorio regionale è ripartito in cinque classi di rischio (figura 12.8); la figura 12.9 mostra la ripartizione percentuale delle aree.

La Regione Sicilia (Carnemolla et al., 2001) ha elaborato una carta in scala 1:250.000 delle aree vulnerabili (figura 12.10), utilizzando una metodologia basata su indice di aridità, indice di siccità e indice della perdita di suolo. Inoltre l’ENEA, in collaborazione con l’INEA (Giordano et al., 2002), ha elaborato una carta, sempre della regione Sicilia, delle aree sensibili alla desertificazione che segue la metodologia del progetto MEDALUS (EC, 1999). Tale metodologia prevede il calcolo della media geometrica degli indici di qualità del suolo (litologia, tessitura, profondità, pendenza), di qualità climatica (precipitazioni, evapotraspirazione potenziale), di qualità vegetazionale (incendi, protezione dall’erosione, resistenza all’aridità, vegetazione) e di qualità della gestione (intensità dell’uso del suolo, politiche di protezione). Le due carte mostrano, pur utilizzando metodologie leggermente diverse, una analoga distribuzione delle aree.

Le carte presentate utilizzano metodologie analoghe anche se non identiche e non sono tra loro confrontabili in quanto sono state costruite, per la determinazione della sensibilità e della vulnerabilità, con l’uso di scale e con attribuzione di valori alle diverse classi non omogenei.

 
UNITÀ di MISURA

Classi di sensibilità per la Carta delle aree sensibili al fenomeno della desertificazione.

Classi di vulnerabilità per la Carta delle aree vulnerabili al fenomeno della desertificazione.

FONTE dei DATI

Ministero dell’ambiente e tutela del territorio – Comitato Nazionale per la Lotta alla Desertificazione, ENEA, Regione Puglia, Regione Basilicata, Regione Sardegna, Regione Sicilia.

NOTE TABELLE e FIGURE

La carta in figura 12.3 è stata redatta alla scala 1:250.000. Sono state individuate come aree sensibili quelle che, caratterizzate da un indice di aridità compreso tra il sub-umido secco e il semi-arido, presentano almeno uno dei tematismi considerati con un livello non nullo. Questo tipo di interpretazione spiega, in parte, la piccola superficie del territorio considerata a rischio di desertificazione, che un’analisi più approfondita, con maggiore attenzione nei confronti delle diverse realtà e problematiche locali, potrebbe ampliare.

Sebbene le carte a scala regionale abbiano criteri di scelta delle classi di sensibilità e talvolta anche metodologie di calcolo degli indici che non permettono il confronto diretto tra regione e regione, in esse si evidenza una diffusione del rischio di desertificazione maggiore di quanto mostrato dalla carta nazionale.

STATO e TREND

La cartografia e i dati disponibili a livello nazionale e regionale mostrano come in alcune regioni italiane siano presenti aree ad elevato rischio di desertificazione. La mancanza di serie storiche non permette una valutazione del trend.

OBIETTIVI FISSATI dalla NORMATIVA

La Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta alla siccità e alla desertificazione (UNCCD), firmata a Parigi nel 1994, è stata ratificata dall’Italia con L 170 del 4/06/97. Seguendo gli impegni sottoscritti e assunti con tale legge, è stato istituito il Comitato Nazionale per la Lotta alla Desertificazione – CNLD (DPCM del 26/09/97) e avviato il Programma di Azione Nazionale per la lotta alla siccità e alla desertificazione – PAN (Delibera CIPE 229 del 21/12/99, pubblicata sulla GURI n. 37 del 15/02/00), secondo le linee guida approvate dal CNLD il 22/07/99. Le indicazioni contenute nel PAN per quanto riguarda l’individuazione delle aree vulnerabili fanno diretto riferimento all’art. 20, comma 2 e comma 3 del D. lgs. 11/05/99 n. 152, che attribuisce tale compito a Regioni e Autorità di Bacino. 

PERIODICITÀ di AGGIORNAMENTO

Non definibile

L’indicatore fornisce informazioni aderenti alla domanda derivante dalla normativa in merito alla problematica ambientale descritta. I dati sono ottenuti con metodologie riconosciute a livello internazionale, ma la comparabilità è migliorabile.

La comparabilità temporale è, al momento, bassa, mentre quella spaziale è media , in quanto le carte regionali sono parzialmente confrontabili tra loro.