CENTRO TEMATICO NAZIONALE TERRITORIO E SUOLO

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INDICATORI 

 

EROSIONE IDRICA 

 
 
 
SCOPO

Stimare,  in sistemi agricoli complessi (bacini), il rischio di erosione del suolo dovuto all’azione superficiale dell’acqua

DESCRIZIONE

La conoscenza di questo fenomeno risulta particolarmente utile come strumento decisionale per la pianificazione degli interventi di conservazione del suolo sulla base di una singola unità di territorio.

L’indicatore viene qui espresso attraverso l’indice di erosione effettiva, calcolato integrando i fattori R, K, L, S con quello di copertura delle terre (C), in base ai principi e ai parametri definiti dalla “Universal Soil Loss Equation” (USLE).

L’indice di erosione effettiva è: A = RKLSC dove:

A (Mean annual soil loss): perdita di suolo stimata (t ha‑1anno‑1);

R (Rainfall erosivity factor): fattore di pioggia o di erosività, è il numero di unità dell’“indice di erosione” e determina la forza erosiva e l’energia cinetica della pioggia (MJ mm ha‑1 h‑1 0,25 y‑1);

K (Soil erodibility factor): fattore di erodibilità del suolo, tiene conto della erodibilità intrinseca di un determinato suolo ed è definito come la perdita di suolo, misurata in (t ha‑1anno‑1) per unità di indice R della pioggia;

L (Slope length factor): fattore di lunghezza di un versante;

S (Slope factor): fattore di pendenza di un versante;

C (Cover management factor): fattore di copertura vegetale.

 

UNITÀ di MISURA

Tonnellata per ettaro per anno

FONTE dei DATI

La carta riportata nella figura 12.15 è stata elaborata, nel 2003, dall’European Soil Bureau del Joint Research Centre (Ispra – CE). Come fonte di dati sono stati utilizzati il Mars metereological DataBase per i dati climatici necessari alla costruzione dell’indice R; il Soil Geographical Database of Europe 1:1.000.000 per le informazioni relative alle classi di tessitura dei suoli usate per costruire l’indice K; il CORINE Land Cover database integrato con immagini NOAA AVHRR (Advanced Very High Resolution Radiometer) per la costruzione dell’indice C; il DEM (Digital Elevation Model) risoluzione 250 m, per i dati relativi ai fattori L e S.

NOTE TABELLE e FIGURE

La figura 12.15 rappresenta la mappa del rischio di erosione effettiva espressa in classi di perdita di suolo; il rischio di erosione è rappresentato in classi di perdita di suolo che vanno da un valore minimo di 0 –1 t/ha/anno ad un valore massimo per le zone con rischio stimato superiore a 40 t/ha/anno.

L’erosione potenziale diventa effettiva quando a questi fattori di rischio si associa l’azione antropica effettuata senza criteri conservativi. I fattori che accelerano l’erosione sono, infatti, le lavorazioni del terreno a rittochino, l’utilizzo di organi lavoranti che generano la formazione della suola d’aratura (zona compatta d’interfaccia fra lo strato arato e il suolo naturale) e l’eccessivo amminutamento superficiale del suolo per la preparazione dei letti di semina.

Anche la mancanza di applicazione di misure conservative del suolo quali le sistemazioni idraulico-agrarie, i drenaggi, gli inerbimenti, genera un aumento del rischio di erosione. Lo stesso rischio si ha anche con il livellamento del terreno effettuato con macchine per il movimento di terra per l’impianto di colture arboree specializzate.

I movimenti di massa causati dai livellamenti generano troncamenti del profilo del suolo nelle zone di scavo, mentre nelle zone di riporto determinano accumuli di notevoli masse di materiale incoerente a porosità disorganizzata e facilmente erodibile. In queste condizioni, si possono frequentemente raggiungere tassi di erosione catastrofici, che superano le 500 t/ ha /anno.

STATO e TREND

Una quota consistente del territorio italiano è soggetto a rischio di erosione a causa della notevole energia di rilievo e dell’erodibilità dei suoli.

Il rischio d’erosione è aumentato, negli ultimi decenni, anche a causa dell’aumento dell’erosività delle piogge, che presentano scrosci più intensi ed eventi notevoli più ravvicinati. Ciò è in relazione con il generale mutamento del clima a scala planetaria.

Una diminuzione dell’erosione a scala nazionale, dovuta ai rimboschimenti e all’abbandono dell’agricoltura nelle zone più svantaggiate, non deve trarre in inganno. L’erosione del suolo, infatti, appare preoccupante nelle zone collinari di pregio, dove è andata intensificandosi la meccanizzazione.

OBIETTIVI FISSATI dalla NORMATIVA

Non esistono obiettivi specifici nelle norme internazionali e nazionali. Gli ultimi due programmi di azione europei in campo ambientale (5EAP e 6EAP) e l’Agenda 21 pongono, come obiettivi generali, l’uso sostenibile del territorio, la protezione della natura e della biodiversità.

La Comunicazione della Commissione Europea COM (2002) 179 definisce il rischio di erosione come uno dei principali problemi dei suoli europei.

PERIODICITÀ di AGGIORNAMENTO

Decennale

L’indicatore fornisce informazioni abbastanza aderenti alla domanda derivante dalla normativa in merito alla problematica ambientale descritta, anche se i dati derivano da un approccio esclusivamente modellistico privo, al momento, di sufficienti riscontri sperimentali. I dati provengono da fonti affidabili; le elaborazioni contengono, per forza di cose, delle approssimazioni che limitano l’accuratezza complessiva ma non la comparabilità spaziale dei dati che è elevata.

La comparabilità temporale è invece bassa, in quanto non esistono serie temporali confrontabili.