CENTRO TEMATICO NAZIONALE TERRITORIO E SUOLO

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INDICATORI

 BILANCIO DI NUTRIENTI NEL SUOLO (INPUT/OUTPUT  DI NUTRIENTI)

 
 
 
SCOPO

Definire la situazione di deficit o di surplus di nutrienti per unità di superficie coltivata.

DESCRIZIONE

L’attività agricola è basata sull’impiego di diversi composti di origine organica e inorganica, principalmente a base di fosforo e azoto. Un’attenta e corretta pratica agricola aziendale limita gli eccessi di nutrienti per non determinare l’insorgere di fitopatie nelle colture e un inutile dispendio economico. Contestualmente l’eccessivo apporto di azoto e fosforo è la causa d’inquinamento da nitrati nelle acque e di fenomeni d’eutrofizzazione. Una metodologia per quantificare tali fenomeni a livello aziendale (o superiore) è costituita dal modello ELBA (Environmental Liveliness and Blent Agriculture), cioè un modello econometrico, finalizzato allo studio delle variabili dei fattori produttivi delle aziende agricole come Input e Output (mangimi, fertilizzanti, reimpieghi aziendali, produzione vegetale, animale e deiezioni) per valori aggregati su scala provinciale. Mediante l’utilizzo di un Sistema di Gestione di data base (“Data Base Management System”, DBMS) specificamente realizzato, il modello ELBA gestisce dati di diverse fonti statistiche (ad es. CRONOS, REGIO, ISTAT, RICA, COMEXT) e di natura economica (produzioni, costi, prezzi, margini reddituali, elasticità, consumi, flussi commerciali), tecnologica, politica (misure agro-ambientali), meteorologica, orografica e pedologica. Il data base è congruente ai diversi livelli di aggregazione (nazionale, regionale, provinciale, areali pedoclimatici: 1990-97) ed è a sua volta integrato da un’ampia serie di variabili tecniche, economiche e ambientali prodotte dalla stessa modellistica.

Tale modello è stato studiato dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, Dipartimento di Protezione e Valorizzazione agro-alimentare (DIPROVAL), sezione distaccata di Economia di Reggio Emilia.

Tramite il modello ELBA è stato calcolato il bilancio di nutrienti nel suolo relativamente a azoto (N) e fosforo (P) definendo la situazione di deficit o di surplus di nutrienti di origine organica e inorganica per unità di superficie coltivata mediante la definizione - per singola coltura e area - di bilanci Input (apporti meteorici, concimazioni, ecc.) / Output (asporto colturale, volatilizzazione) dei nutrienti.

UNITÀ di MISURA

Chilogrammo per ettaro

FONTE dei DATI

Elaborazione APAT/CTN_TES su dati ISTAT utilizzando il modello ELBA - Università di Bologna.

NOTE TABELLE e FIGURE

Dalla tabella 12.8 e dalla figura 12.1 relative al fosforo si può evincere che gli apporti di elementi fertilizzanti di origine inorganica prevalgano nelle regioni in cui sono più consistenti le produzioni agricole di tipo cerealicolo, frutticolo ed orticolo, mentre in quelle dove è prevalente la zootecnia abbondi l’apporto di elementi di origine organica.

Nella tabella 12.9 e nella figura 12.2 relative al bilancio dell’azoto, il confronto tra il 1994, 1998 e 2000 mette in evidenza una situazione relativamente stabile sia per quanto riguarda la media nazionale, sia per quanto riguarda l’andamento delle singole regioni, a eccezione di Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Molise che registrano una riduzione progressiva del surplus.

 

STATO e TREND

I dati disponibili evidenziano surplus di azoto e fosforo praticamente in tutte le regioni italiane, con valori più elevati nelle regioni con le maggiori aree ad agricoltura intensiva, in particolare in alcune regioni della pianura padana.

Il trend al momento evidenziabile è di sostanziale stabilità, pur con differenze tra le diverse regioni e un limitato aumento nazionale la cui significatività andrà confermata nel corso degli anni.

OBIETTIVI FISSATI dalla NORMATIVA

Il DM MiPAF 19/04/99 “Approvazione del codice di buona pratica agricola” indirizza verso un corretto utilizzo dei fertilizzanti per evitare problemi di surplus di elementi nutritivi. Il D. lgs. 152/99 prevede, tra l’altro, l’individuazione delle aree sensibili al problema dei nitrati al fine di salvaguardare le falde acquifere.

A tale riguardo nel D.lgs. 152/99, all’art. 38, è presa in considerazione l’utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici, con modalità che limitino la perdita e la diffusione nell’ambiente.

 

PERIODICITÀ di AGGIORNAMENTO

Biennale

L’indicatore fornisce informazioni pienamente rispondenti alla domanda derivante dalla normativa per la problematica ambientale descritta. I dati derivano da fonti affidabili, sono ottenuti con metodologie riconosciute a livello internazionale e hanno, quindi, una buona comparabilità.

La comparabilità temporale è migliorabile, mentre quella spaziale è elevata, in quanto copre tutto il territorio nazionale.