CENTRO TEMATICO NAZIONALE TERRITORIO E SUOLO

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INDICATORI    

 SITI DI ESTRAZIONE DI RISORSE ENERGETICHE

SCOPO

Quantificare le attività antropiche di “siti di estrazione di risorse energetiche” a elevato impatto ambientale-paesaggistico strettamente correlate al contesto geologico e geomorfologico locale.

DESCRIZIONE

Questo indicatore considera gli insediamenti estrattivi di risorse energetiche, cioè idrocarburi e fluidi geotermici. Esso rientra nel modulo delle “Pressioni” nello schema DPSIR.

Oltre a definire la diffusione sul territorio di siti estrattivi e relativi impianti di servizio (ad es. bacini di decantazione e discariche di materiali di perforazione), l’indicatore fornisce informazioni circa l’esistenza di possibili focolai di diffusione di sostanze inquinanti. Gli insediamenti sopracitati sono indice di degradazione del suolo in quanto le attività antropiche a esso collegate comportano consumo di risorse non rinnovabili, determinano perdita delle coperture pedogenetiche, possono essere causa del degrado qualitativo sia del suolo che delle falde acquifere sottostanti, possono aumentare la vulnerabilità degli acquiferi e possono innescare fenomeni di subsidenza.

 

UNITÀ di MISURA

Numero, tonnellata, metro cubo, chilometro quadrato

FONTE dei DATI

Elaborazione APAT/CTN_TES su dati forniti dal Ministero delle attività produttive, Direzione Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie.

NOTE TABELLE e FIGURE

Nella tabella 12.26 vengono riportate le attività di estrazione energetica per le province interessate, sia come numero di concessioni che come superficie occupata dalle stesse. Si può notare come Puglia e Basilicata si contraddistinguano per l’elevato numero di concessioni e una elevata superficie interessata dall’attività estrattiva.

Nella tabella 12.27 viene riportata la quantità di materiale estratto dal 1982 al 2001. Nel quinquennio 1995-2000 si evidenzia una diminuzione nell’estrazione di metano.

Nella figura 12.28 è riportato il trend della produzione di idrocarburi dal 1982 al 2001.

STATO e TREND

Il trend di produzione di idrocarburi può essere ritenuto sostanzialmente stabile, anche se sembra indirizzato verso una leggera diminuzione.

OBIETTIVI FISSATI dalla NORMATIVA

La normativa nazionale fa riferimento, oltre che al RD n. 1443 del 29/07/27, ad alcune leggi più recenti.

Relativamente alle risorse geotermiche, la L 896/86 dispone che la concessione per la coltiva­zione delle risorse riconosciute di interesse nazionale sia rilasciata dal Ministero delle attività produttive, mentre quelle d’interesse locale dal presidente della giunta regionale interessata. L’inventario delle risorse geotermiche e il rapporto congiunto sui risultati conseguiti devono essere predisposti dall’Ente Nazionale per l’Energia Elettrica (ENEL), dall’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dall’Ente per le Nuove Tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (ENEA). La relazione con l’indicazione dei territori di interesse geotermico deve essere redatta dal Ministero delle attività produttive, mentre i piani di destinazione e dei possibili usi delle risorse geotermiche di interesse locale dalle Regioni. Infine è richiesto il programma dei lavori che si intendono eseguire e lo studio di valutazione di massima delle eventuali modifiche ambientali con riferimento all’entità e alla tipologia dei lavori programmati, nonché delle opere di recupero ambientale che si intendono eseguire. I piani di riassetto ambientale vengono predisposti ai sensi del Decreto del Ministero dell’ambiente del 23/12/91 e devono riportare lo stato dei lavori minerari, la relazione geologica e geomorfologica, la mappatura geochimica e idrogeochimica, l’uso, le destinazioni e i vincoli del sito, le caratteristiche pedologiche dei terreni, il piano di bonifica del suolo e delle falde, la stabilizzazione dei materiali dell’area e i recapiti finali dei materiali non stoccabili.

Relativamente ai permessi di ricerca di fluidi geotermici e di concessioni di coltivazione delle risorse geotermiche di interesse nazionale il DPR 485/94 richiede ulteriori documentazioni inerenti il programma dei lavori che si intendono seguire e dei relativi costi e tempi di esecuzione, uno studio delle valutazioni di massima delle relative ed eventuali modifiche ambientali che le attività comportano o possono comportare nel tempo e il programma delle opere di recupero ambientale, ossia di ripristino finale, da presentare al Ministero delle attività produttive.

Gli idrocarburi fanno parte delle risorse di interesse nazionale e ai sensi del DPR 485/94 il titolare del permesso di ricerca deve presentare la domanda di concessione di coltivazione corredata del programma dei lavori di sviluppo e dei lavori di ricerca al Ministero delle attività produttive e alla sezione competente dell’Ufficio Nazionale Minerario per gli Idrocarburi e la Geotermia (UNMIG).

Relativamente alla prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi il DPR 526/94 richiede la domanda, da presentare al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, di compatibilità ambientale.

PERIODICITÀ di AGGIORNAMENTO

Annuale

In riferimento alla domanda di informazioni da parte della normativa, l’indicatore fornisce le informazioni fondamentali sulla localizzazione dei siti di estrazione energetica e sulle quantità estratte, dimostrandosi abbastanza aderente alla richiesta derivante dalla problematica ambientale descritta. Sarebbe sicuramente opportuno poter integrare l’indicatore con informazioni più strettamente attinenti la qualità ambientale dei siti di estrazione.

I dati sono comunque comparabili e affidabili, anche a livello di tempo e di spazio.